Ilya Kabakov
La voce che si indebolisce, 1998
Progetto per Arte all’Arte 3
marmo giallo h 115 cm x ø 56 cm
Bastione della Sapia
Visible 24h/24h

Ilya Kabakov, La voce che si indebolisce, Bastione della Sapia, Colle di Val d’Elsa, 1998

La voce che si indebolisce

Lungo il perimetro esterno delle mura della città si trova una colonna di marmo, interrata quasi completamente, di cui è visibile solo la parte superiore. Sulla sua estremità è scolpito in bassorilievo un libro aperto con, in italiano, il seguente testo:

 

            Ho sostenuto il tempio con la mia altezza

Il tempo è stato crudele e non resta di me che metà

Gli anni fuggiranno via e sarò totalmente coperta dalla terra

E tu, camminandomi sopra, non ti accorgerai neanche di me.

 

L’aspetto peculiare di questa scultura è il fatto che appartiene a due diverse epoche, entrambe distanti dalla nostra ed entrambe lontane nella storia, tanto che nella coscienza odierna vengono fuse indistintamente come ‘antichità’. Ma per gli specialisti queste due epoche mantengono la loro specificità. La colonna è un resto di epoca romana, uno dei tanti reperti delle rovine romane, mentre il bassorilievo del libro e il testo scolpiti sulla sua superficie potrebbero appartenere al Romanticismo con la funzione di epitaffio. La genuinità del tutto è, naturalmente, fittizia e intende evocare la nostalgia del passato e per questo motivo, oltre alla colonna stessa che scompare nella terra, se ne usa anche la voce – si presuppone che noi la sentiremo.

In questo senso acquista molta importanza anche il luogo scelto per la scultura, la parte alta della città, un luogo dimenticato sia dai residenti che dai turisti, da dove lo sguardo si apre sul paesaggio toscano e dove, al di là della scarpata, si snoda una strada asfaltata con traffico intenso – complemento necessario e contrastante all’immagine dei ‘bei tempi andati’.

Inoltre, anche l’isolamento dell’opera è del tutto relativo, visto che il percorso che conduce i visitatori alla colonna è una stretta viuzza lastricata sopra cui si erge un bastione in pietra che prende il nome da Sapia, personaggio storico citato da Dante.