1999 paladino poggi

Mimmo Paladino, I Dormienti, Poggibonsi, 1998

Numerose sculture di terracotta, che ritraggono in parte coccodrilli, in parte uomini in posizione fetale, sono stati adagiate su altrettanti tavoli rettangolari di ferro scuro: più piccoli per i coccodrilli, più larghi per gli uomini. Ciascuna scultura ha un colore leggermente diverso dalle altre, in relazione al tipo di terra usata e ai materiali a cui è stata mescolata: sabbia, ossidi e altri elementi scelti in maniera casuale o istintiva. Ciascuno dei “dormienti” è stato posato con il suo tavolo nell’invaso di raccolta delle acque situato dietro al fronte della fonte costituita da sei ampie arcate a sesto acuto. Le opere sono visibili affacciandosi al parapetto. La Fonte delle Fate, una costruzione del XII secolo, viene continuamente alimentata da acqua che filtra dal terreno sovrastante e muta il suo livello a seconda della piovosità: ciò implica che le sculture possano venire anche parzialmente immerse nell’acqua, da cui normalmente emergono di circa dieci centimetri.

La disposizione casuale delle sculture unita alla forma rigida dei tavoli conferisce alla vasca l’aspetto di un quadro parzialmente geometrico e parzialmente fluttuante. La vegetazione e il muschio che ricoprono le pareti della fonte, nonché il picchiettare di gocce d’acqua dalle pareti stesse, danno all’ambiente un’atmosfera primordiale. La Fonte diventa un utero nel cui liquido amniotico sono immerse diverse forme di vita primordiale, dai rettili agli uomini rappresentati in posizione fetale, talvolta coperti da una sorta di placenta, in altri casi frammentati e ricomposti in maniera approssimativa. L’aspetto di rovina si collega con ciò che è lontano, inconscio, perso nelle nostre radici sia ontogenetiche sia filogenetiche.

Altri segni che richiamano allo scavo nella storia collettiva e nella storia individuale sono un carro stilizzato che reca numerosi piccoli volti sul suo asse e un elmo gigantesco, entrambi in bronzo, collocati nello spazio quadrato antistante le arcate.